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La Pietra d’inciampo “entra” nelle scuole: il Comune la spiega (e la mostra) agli alunni

Coinvolti circa 500 alunni: “Illustriamo ai giovani la storia delle persone che ricordiamo”


La Pietra d’Inciampo in memoria di Aurelio Bellotti spiegata e mostrata agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Giussano: è l’iniziativa promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Giussano che, in collaborazione con i dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi “Don Rinaldo Beretta” e “Gabrio Piola”, organizzerà 8 incontri in orario scolastico per spiegare il significato delle stolpersteine, pietre d’inciampo realizzate dall’artista tedesco Gunter Deming. Complessivamente saranno incontrate 24 classi per un totale di circa 500 alunni.

Come Amministrazione Comunale abbiamo scelto di incontrare le giovani generazioni per spiegare loro il valore delle pietre d’inciampo e per illustrare la storia delle persone che ricordiamo – afferma Sara Citterio, assessore con delega alla CulturaLe pietre aiutano a non dimenticare, ma le ragazze e i ragazzi di oggi hanno bisogno di essere guidati nella riscoperta della storia locale. È un obiettivo che ci siamo prefissati: spiegar loro che la Seconda Guerra Mondiale vide tragicamente coinvolta anche la nostra città, portando alla ribalta elementi storiografici di sicuro impatto”.  

LA STORIA SI FA MEMORIA
Il Comune di Giussano aderisce al Comitato provinciale che promuove la posa di simboliche mattonelle in occasione del Giorno della Memoria, momento istituzionale che a Giussano si terrà giovedì 25 gennaio alle ore 15.30 all’esterno del Municipio alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.
Lo scopo dell’iniziativa del Comune è quella di guidare i più giovani verso un appuntamento importante per la memoria della collettività: per questo, durante gli incontri, verrà anche mostrata la pietra dedicata al giussanese Aurelio Bellotti che verrà posata in occasione della Giornata della Memoria 2024.
Contestualmente, verrà illustrata la tragedia che coinvolte gli IMI (Internati Militari Italiani), soldati italiani catturati e deportati dopo la proclamazione dell’armistizio avvenuta l’8 settembre 1945. Dodici di loro, giussanesi, persero la vita a seguito della prigionia nei Campi di concentramento.

IL VIALE DELLA MEMORIA
La città di Giussano, secondo le ricerche attualmente svolte, annovera una dozzina di IMI mai più tornati dalla prigionia e meritevoli di pietra d’inciampo. L’Amministrazione Comunale ha scelto di posizionare tutte le Pietre d’inciampo davanti al viale di ingresso del Municipio in quanto, a seguito delle modifiche urbanistiche avvenute dal Dopoguerra, sarebbe oggi complicato ricostruire l’esatto posizionamento delle abitazioni dei deportati. “Col tempo – ribadisce l’assessore alla Cultura Sara Citterio - si andrà a realizzare un “Viale della Memoria” che porterà alla creazione di uno spazio istituzionale e aperto dove chiunque potrà riflettere sugli orrori della guerra. Un Viale che guarda proprio al Municipio, luogo identitario della democrazia cittadina”.

CHI ERA AURELIO BELLOTTI

Aurelio Bellotti nasce a Giussano il 22 luglio 1921 da Leonardo e da Regina Molteni. Frequenta la quinta elementare e lavora come muratore. Quando viene arruolato, risulta residente con la famiglia in via Cavour, al civico 1. Soldato di leva della classe 1921 presso il Distretto Militare di Monza, il 3 aprile 1940 è lasciato in congedo illimitato. Chiamato alle armi, l’8 gennaio 1941 giunge nel 63° Reggimento Fanteria. Parte per la Grecia con la 12^ Compagnia, III° Battaglione del 63° Reggimento Fanteria, imbarcandosi a Brindisi il 2 settembre 1941 e sbarcando a Corinto dopo due giorni di viaggio. Catturato dai tedeschi l’8 settembre 1943, trascorre la prigionia nello Stalag XX A. E’ deceduto per tubercolosi polmonare durante l’internamento a Gorlitz il 24 maggio 1945.

LA SECONDA PIETRA D’INCIAMPO

La pietra d’inciampo che a Giussano ricorderà Aurelio Bellotti si affiancherà alla mattonella che già oggi, nel viale che conduce al Municipio, ricorda Giuseppe Fumagalli: catturato dai tedeschi a Milano l'8 settembre 1943, venne imprigionato in Germania nel campo di concentramento di Luckenwalde, Stalag III A, dove morirà per malattia il 24 gennaio 1945.  

Giussano, 3 Gennaio 2024


L'assessore alla Cultura e Istruzione Sara Citterio con la Pietra d'inciampo dedicata ad Aurelio Bellotti
L'assessore alla Cultura e Istruzione Sara Citterio con la Pietra d'inciampo dedicata ad Aurelio Bellotti

Le pietre d'Inciampo dedicate a Giuseppe Fumagalli ed Aurelio Bellotti
Le pietre d'Inciampo dedicate a Giuseppe Fumagalli ed Aurelio Bellotti

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